Israel – Hamás, las últimas noticias de hoy sobre la guerra en Gaza. El Vive

Según fuentes de inteligencia estadounidenses, entre el 30% y el 35% -es decir, un tercio- de los milicianos de Hamás murieron en la guerra de Gaza. Así lo informaron los medios israelíes desde el periódico estadounidense Politico en su sitio web, donde informaron que el 65% de los túneles de la facción islámica aún están intactos.\n

Las Naciones Unidas decidieron suspender la distribución de ayuda a Gaza debido a la inseguridad e incluso el acceso a través del muelle flotante construido por Estados Unidos estuvo bloqueado durante dos días. Según The Guardian, el plan de utilizar este corredor para la ayuda por mar también está en riesgo debido a la falta de garantías por parte de Israel para las agencias humanitarias.

\norte

Está previsto que Noruega, España e Irlanda reconozcan el Estado palestino a partir del 28 de mayo. Así lo confirmaron el primer ministro noruego, Jonas Gahr Sture, el primer ministro español, Pedro Sánchez, y el primer ministro irlandés, Simon Harris.

\n\n\n

ideas:

\n\n

Para recibir noticias de Sky TG24:

\norte

    \norte

  • Boletín para las noticias más leídas (haga clic aquí)
  • \norte

  • Canal WhatsApp Sky TG24 (haga clic aquí)
  • \norte

  • Noticias en audio con titulares de noticias (haga clic aquí)
  • \norte

«»postId»:»eb942faa-d244-4344-b6cf-ec329d2e972e»}],»publicaciones»:[{«timestamp»:»2024-05-22T08:01:05.343Z»,»timestampUtcIt»:»2024-05-22T10:01:05+0200″,»altBackground»:false,»title»:»Tajani: \»Italia astenuta all’Onu sulla Palestina perché presidente del G7\»»,»content»:»

\»L’Italia si è astenuta sul voto Onu per il riconoscimento della Palestina perché sta alla guida del G7 e la maggioranza dei Paesi che ne fanno parte si è astenuta. Siamo a favore dello Stato di Israele e di quello della Palestina. Siamo sostenitori della creazione di una missione Onu\». Così il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia Antonio Tajani ieri sera a Otto e mezzo su La7.

«,»postId»:»0dd2ad03-0a09-40d7-8404-9158557fe60a»},{«timestamp»:»2024-05-22T07:54:00.908Z»,»timestampUtcIt»:»2024-05-22T09:54:00+0200″,»altBackground»:false,»title»:»Sanchez: \»Riconoscimento non è contro Israele, né a favore di Hamas\»»,»content»:»

\»Voglio chiarire una cosa, questo riconoscimento non è contro nessuno, non è contro il popolo di Israele, un popolo che apprezziamo. E tanto meno contro gli ebrei, la cui storia è legata alla Spagna\». E \»non è nemmeno a favore di Hamas\». Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sánchez, in dichiarazioni riportate dai media spagnoli dopo l’annuncio sul prossimo riconoscimento dello stato palestinese.

«,»postId»:»1aca60b9-08fe-4f68-9a00-d3b3fca3e459″},{«timestamp»:»2024-05-22T07:48:38.100Z»,»timestampUtcIt»:»2024-05-22T09:48:38+0200″,»image»:{«imgSrc»:»https://static.sky.it/editorialimages/a1fe037de6ddae176f79e09a5b1e686f55eb9632/skytg24/it/roma/2023/03/10/papa-francesco-ipotesi-dimissioni/papa-francesco-ansa.jpeg»,»imgAlt»:»Papa Francesco»,»imgCredits»:»©Ansa»,»imgCaption»:null},»altBackground»:true,»title»:»Il Papa: \»Viviamo la guerra mondiale, preghiamo per la pace\»»,»content»:»

\»Preghiamo per la pace, abbiamo bisogno di pace, il mondo è in guerra. Non dimentichiamo la martoriata Ucraina che sta soffrendo tanto. Non dimentichiamo Palestina, Israele, che si fermi questa guerra. Non dimentichiamo il Myanmar e non dimentichiamo tanti Paesi in guerra\». Lo ha detto il Papa al termine dell’udienza generale invitando a \»pregare per la pace in questo tempo di guerra mondiale\».

«,»postId»:»1f765160-7463-4a74-8376-f80d02b7ac55″},{«timestamp»:»2024-05-22T07:38:41.552Z»,»timestampUtcIt»:»2024-05-22T09:38:41+0200″,»altBackground»:false,»title»:»Sanchez: \»Dalle parole ai fatti, il riconoscimento dello stato palestinese per la pace e la giustizia\»»,»content»:»

\»E’ giunto il momento di passare dalle parole ai fatti\». Lo ha  detto il premier spagnolo Pedro Sánchez annunciando che martedì prossimo arriverà dalla Spagna il riconoscimento dello stato palestinese. \»Riconosceremo lo Stato di Palestina per la pace, per coerenza e per la giustizia\», ha aggiunto nelle dichiarazioni rilanciate dai media spagnoli.

«,»postId»:»04375df3-f171-47ee-96c6-f989cfce3bdc»},{«timestamp»:»2024-05-22T07:26:00.932Z»,»timestampUtcIt»:»2024-05-22T09:26:00+0200″,»altBackground»:false,»title»:»L’Irlanda annuncia il riconoscimento dello Stato palestinese»,»content»:»

L’Irlanda annuncia ufficialmente il riconoscimento di uno Stato palestinese. L’annuncio è stato fatto dal primo ministro irlandese Simon Harris in conferenza stampa. \»Oggi Irlanda, Norvegia e Spagna annunciano che riconosciamo lo Stato di Palestina\», ha affermato Harris, salutando un \»giorno storico e importante per l’Irlanda e la Palestina\». 

«,»postId»:»a4d78873-3cbe-494b-8517-27caf21f5409″},{«timestamp»:»2024-05-22T07:22:00.509Z»,»timestampUtcIt»:»2024-05-22T09:22:00+0200″,»altBackground»:false,»title»:»Sanchez: \»La Spagna riconoscerà lo Stato della Palestina il 28 maggio\»»,»content»:»

\»Spagna riconoscerà il prossimo 28 maggi lo Stato della Palestina\». Lo ha annunciato oggi al Congresso il premier Pedro Sanchez. Nell’audizione Sanchez è chiamato a dare informazioni sulla situazione a Gaza, oltre a spiegazioni sull’attività della moglie, Begona Gomez, dopo l’apertura di un’inchiesta preliminare da parte della sezione 41 istruttoria del Tribunale di Madrid, sulla base di un esposto presentato dal sedicente sindacato Manos Limpias. 

«,»postId»:»ea09b56a-66f3-4a0c-a763-f325f984be8e»},{«timestamp»:»2024-05-22T07:17:00.771Z»,»timestampUtcIt»:»2024-05-22T09:17:00+0200″,»altBackground»:false,»title»:»Sky News: \»Oggi Irlanda, Norvegia e Spagna annunciano il riconoscimento dello Stato di Palestina\»»,»social»:{«socialType»:»twitter»,»src»:»https://twitter.com/SkyNews/status/1793178574276428017″,»cookieAllowed»:true},»postId»:»5197b15f-7800-4b9a-9f04-a96ab8914ffa»},{«timestamp»:»2024-05-22T07:11:39.687Z»,»timestampUtcIt»:»2024-05-22T09:11:39+0200″,»altBackground»:false,»title»:»Le famiglie degli ostaggi annunciano un video con 5 soldatesse prese da Hamas»,»content»:»

Le famiglie di 5 vedette militari israeliane donne, rapite il 7 ottobre nel kibbutz di Nahal Oz, hanno deciso di diffondere un filmato che mostra il loro sequestro. Lo ha annunciato i Forum delle famiglie degli ostaggi aggiungendo che il video, di oltre 3 minuti, sarà pubblicato alle 18.00 (le 17 in Italia) e che le immagini sono state ottenute dalle ‘body camera’ dei miliziani di Hamas catturati. Il Forum ha spiegato che \»il governo israeliano non deve perdere altro tempo: deve ritornare al tavolo negoziale oggi\». Le vedette militari rapite da Hamas il 7 ottobre furono 7, di queste ancora 5 sono prigioniere a Gaza da 229 giorni. Delle altre due, una – Ori Megidish è stata liberata dall’Idf dopo 23 giorni; l’altra – Noa Marciano – è stata uccisa da Hamas e il suo corpo è stato recuperato dall’esercito e riportato in Israele.

«,»postId»:»95329681-d8da-4fe3-8872-59c340eac168″},{«timestamp»:»2024-05-22T07:05:00.178Z»,»timestampUtcIt»:»2024-05-22T09:05:00+0200″,»altBackground»:false,»title»:»Israele richiama gli ambasciatori in Norvegia e Irlanda «,»content»:»

Il ministro degli Esteri Israel Katz ha ordinato \»l’immediato ritorno in Israele\» degli ambasciatori in Irlanda e Norvegia \»per consultazioni, alla luce della decisione di questi Paesi di annunciare il riconoscimento di uno Stato palestinese\». Katz ha denunciato che \»Irlanda e Norvegia intendono inviare oggi un messaggio ai palestinesi e al mondo intero: il terrorismo paga\». \»Israele – ha detto Katz – non sarà compiacente con chi vuole minarne la sovranità e ne mettono in pericolo la sicurezza\». Il ministro ha poi ammonito che se la \»Spagna realizzasse la sua intenzione di riconoscere uno Stato palestinese, un passo simile verrà fatto nei suoi confronti\». \»La parata della stupidità irlandese-norvegese non ci scoraggia, siamo determinati a raggiungere i nostri obiettivi: restituire la sicurezza ai nostri cittadini con la rimozione di Hamas e il ritorno dei rapiti. Non esistono obiettivi – ha concluso – più giusti di questi.\» 

«,»postId»:»ed17ebe5-1064-4dc5-8f89-c513345d59bc»},{«timestamp»:»2024-05-22T07:01:00.600Z»,»timestampUtcIt»:»2024-05-22T09:01:00+0200″,»altBackground»:false,»title»:»Leader di Hamas: \»L’Iran continuerà a sostenere la Palestina\»»,»content»:»

\»Siamo sicuri che l’Iran continuerà a sostenere la nazione palestinese con le sue politiche, le sue strategie e i suoi valori fino a quando la bandiera della vittoria non sarà innalzata sulla moschea di Al-Aqsa\»: lo ha detto il capo dell’ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh, nel suo discorso alla cerimonia di addio per Ebrahim Raisi. 

«,»postId»:»9e1234f5-702a-40e3-bdb5-e706290705d3″},{«timestamp»:»2024-05-22T06:56:00.082Z»,»timestampUtcIt»:»2024-05-22T08:56:00+0200″,»altBackground»:false,»title»:»\»La Norvegia riconoscerà lo Stato palestinese dal 28/5\»»,»content»:»

La Norvegia riconoscerà lo Stato palestinese dal 28 maggio: lo ha detto il primo ministro del Paese, Jonas Gahr Store.

«,»postId»:»e3e357f9-532c-4929-ab0c-ebd0237ca303″},{«timestamp»:»2024-05-22T06:52:00.293Z»,»timestampUtcIt»:»2024-05-22T08:52:00+0200″,»image»:{«imgSrc»:»https://static.sky.it/editorialimages/a5ff91bee31beba1e331d6dcf6ae3d93ffc08f06/skytg24/it/mondo/2024/05/22/raisi-funerali-teheran-foto/08_raisi_cerimonia_teheran_ipa.jpg»,»imgAlt»:»Funerali Raisi»,»imgCredits»:»©IPA/Fotogramma»,»imgCaption»:null},»altBackground»:true,»title»:»Iran, a Teheran decine di migliaia di persone alla cerimonia funebre per Raisi»,»content»:»

Una grande folla si è riunita dentro e intorno all’Università della capitale, dove il leader supremo della Repubblica islamica, l’ayatollah Ali Khamenei, guiderà le preghiere durante la cerimonia di addio per il presidente, deceduto all’età di 63 anni insieme ad altre sette persone in un incidente in elicottero. LE FOTO

«,»postId»:»e4384aab-0394-4509-9045-2301a30796ce»},{«timestamp»:»2024-05-22T06:47:00.128Z»,»timestampUtcIt»:»2024-05-22T08:47:00+0200″,»altBackground»:false,»title»:»Media: \»A Teheran c’è anche il numero due di Hezbollah\»»,»content»:»

Anche il numero due di Hezbollah, Naim Qassem, ha partecipato a Teheran all’ultimo saluto al presidente iraniano Ebrahim Raisi, morto domenica nell’incidente dell’elicottero su cui viaggiava con il ministro degli Esteri Hossein Amir-Abdollahian e altre persone. Lo riferisce il canale libanese Al Mayadeen.

«,»postId»:»e25bd1d2-7983-4f5f-83c2-ffd9d1736f29″},{«timestamp»:»2024-05-22T06:46:01.706Z»,»timestampUtcIt»:»2024-05-22T08:46:01+0200″,»altBackground»:false,»title»:»Leader di Hamas Haniyeh a Teheran per i funerali di Raisi»,»content»:»

Ismail Haniyeh, il capo dell’ufficio politico di Hamas, si trova a Teheran, dove sta partecipando alla cerimonia di addio per Ebrahim Raisi, il presidente iraniano morto domenica dopo che l’elicottero sul quale viaggiava si è schiantato in un’area remota nel nord ovest del Paese, vicino al confine con l’Azerbaigian. Lo riporta Mehr, pubblicando un video in cui si vede Haniyeh che saluta il comandante in capo dell’Esercito iraniano, Abdolrahim Mousavi, mentre partecipa alla cerimonia. Decine di migliaia di iraniani si sono radunati nella capitale per il funerale, dove la Guida suprema, Ali Khamenei, guiderà le preghiere

«,»postId»:»06d093b6-b483-486d-83c6-e2d21e435660″},{«timestamp»:»2024-05-22T06:42:00.217Z»,»timestampUtcIt»:»2024-05-22T08:42:00+0200″,»altBackground»:false,»title»:»Cnn: \»L’Egitto modificò l’intesa sulla tregua poi accettata da Hamas\»»,»content»:»

L’Egitto ha modificato \»dietro le quinte\» i termini dell’intesa sul cessate il fuoco e sul rilascio degli ostaggi che era in discussione tra le parti lo scorso 6 maggio e che fu accettata da Hamas e respinta invece da Israele. Lo ha riferito la Cnn che cita tre fonti a conoscenza dei fatti. \»Siamo stati tutti ingannati\», ha detto una di queste secondo cui la formulazione dell’accordo sottoscritto da Hamas era diversa dalla bozza che Usa e Qatar ritenevano fosse stata trasmessa alla fazione islamica a Gaza. La Cnn ha poi sostenuto che le modifiche sono state apportate dal vice direttore dell’intelligence egiziana, Ahmed Abdel Khalek. 

«,»postId»:»6e50a12b-f22a-405e-a0de-8c69b69264eb»},{«timestamp»:»2024-05-22T06:37:31.786Z»,»timestampUtcIt»:»2024-05-22T08:37:31+0200″,»altBackground»:false,»title»:»Forze israeliane: \»Ucciso in un raid esponente di Hamas che partecipò all’attacco del 7/10\»»,»content»:»

Le forze israeliane (Idf) annunciano l’uccisione in un raid aereo sulla Striscia di Gaza di un combattente di Hamas accusato di aver partecipato all’attacco del 7 ottobre dello scorso anno in Israele. Si tratta, riportano i media israeliani, di Ahmed Yasser al-Qara, descritto come componente \»di spicco\» di Hamas e accusato anche di tentativi di attacco contro le truppe israeliane a Gaza nel contesto delle operazioni militari contro il gruppo scattate in risposta all’attacco di sette mesi fa. Al-Qara, stando a quanto reso noto, è stato ucciso insieme a Suhaib Ra’ed Abu Riba di Hamas e Anas Muhammad Abu Rajileh della Jihad Islamica palestinese.

«,»postId»:»5fffd4d4-a882-4fb7-8b69-04085c2a007b»},{«timestamp»:»2024-05-22T05:50:07.382Z»,»timestampUtcIt»:»2024-05-22T07:50:07+0200″,»altBackground»:false,»title»:»Netanyahu a Cnn: \»Accuse del Cpi più che scandalose\»»,»content»:»

Accuse \»piu’che scandalose\»: il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha ribadito alla Cnn il suo commento alla richiesta di arresto nei suoi confronti per crimini di guerra avanzata dal procuratore capo della corte penale internazionale,  definendo quest’ultimo un \»procuratore disonesto che ha contestato accuse sia pericolose che false\». 

«,»postId»:»63d0e123-70e4-4c7f-94d3-b23a4d16aeff»},{«timestamp»:»2024-05-22T05:47:39.606Z»,»timestampUtcIt»:»2024-05-22T07:47:39+0200″,»altBackground»:false,»title»:»Cnn: \»Ultimi colloqui falliti per la scorrettezza dell’Egitto\»»,»content»:»

L’ultimo tentativo di raggiungere un accordo di pace in Medio Oriente e’ fallito a causa di una scorrettezza dei mediatori egiziani, che hanno cambiato i termini dell’accordo senza avvisare gli altri partecipanti ai colloqui in corso al Cairo. Lo rivela la CNN, in riferimento ai tentativi di raggiungere un accordo per una tregua a Gaza, citando tre fonti. 

«,»postId»:»51c66c23-9623-44b8-af5a-f92a4d2f1207″},{«timestamp»:»2024-05-22T05:47:00.751Z»,»timestampUtcIt»:»2024-05-22T07:47:00+0200″,»altBackground»:false,»title»:»Media: uccisi a Gaza fino al 35% dei miliziani di Hamas»,»content»:»

Secondo fonti dell’intelligence Usa è stato ucciso il 30-35% – quindi un terzo – dei miliziani di Hamas nella guerra a Gaza. Lo ha riferito – ripreso dai media israeliani – il quotidiano Usa Politico sul suo sito, secondo cui il 65% dei tunnel della fazione islamica è ancora intatto. 

«,»postId»:»a13167fe-5d6c-4028-a8ac-2435836a2c82″},{«timestamp»:»2024-05-22T05:46:37.958Z»,»timestampUtcIt»:»2024-05-22T07:46:37+0200″,»altBackground»:false,»title»:»Onu sospende distribuzione aiuti Rafah, manca sicurezza»,»content»:»

L’Onu ha deciso di sospendere la distrubuzione degli aiuti a Gaza per mancanza di sicurezza e anche gli arrivi attraverso il molo galleggiante realizzato dagli Stati Uniti sono bloccati da due giorni. Secondo quanto riferisce il Guardian, anche il progetto di utilizzare quel passaggio per gli aiuti via mare e’ a rischio proprio a causa della mancanza di garanzie per le agenzie umanitarie da parte di Israele.  

«,»postId»:»86d33c24-0d4c-4ab3-9abb-61566b1bb648″}]}» query='{«live»:true,»configurationName»: «LIVEBLOG_CONTAINER_WIDGET», «liveblogId»: «b7443829-9afd-41f0-b06f-7bce64f11830», «tenant»: «tg24», «page»: 1, «límite»:20}’ iswebview=false >

Según fuentes de inteligencia estadounidenses, entre el 30% y el 35%, o un tercio, de los milicianos de Hamás murieron en la guerra de Gaza. El periódico estadounidense Politico informó en su sitio web, citando a medios israelíes, que el 65% de los túneles de la facción islámica siguen intactos.

Las Naciones Unidas decidieron suspender la distribución de ayuda a Gaza debido a la inseguridad e incluso el acceso a través del muelle flotante construido por Estados Unidos estuvo bloqueado durante dos días. Según The Guardian, el plan de utilizar este corredor para la ayuda por mar también está en riesgo debido a la falta de garantías por parte de Israel para las agencias humanitarias.

Está previsto que Noruega, España e Irlanda reconozcan el Estado palestino a partir del 28 de mayo. Así lo confirmaron el primer ministro noruego, Jonas Gahr Sture, el primer ministro español, Pedro Sánchez, y el primer ministro irlandés, Simon Harris.

ideas:

Para recibir noticias de Sky TG24:

El Vive

Tajani: Italia se abstuvo en la votación en las Naciones Unidas sobre Palestina porque es el presidente del G7

“Italia se abstuvo de votar en las Naciones Unidas a favor del reconocimiento de Palestina porque preside el G7 y la mayoría de sus estados miembros se abstuvieron de votar. Apoyamos al Estado de Israel y al Estado de Palestina. Misión de la ONU”, dijo anoche el Ministro de Asuntos Exteriores y líder de Forza Italia, Antonio Tajani.

Sánchez: “El reconocimiento no es ni contra Israel ni a favor de Hamás”.

“Quiero dejar una cosa clara: este reconocimiento no es contra nadie, y no es contra el pueblo de Israel, un pueblo que apreciamos y menos contra los judíos, cuya historia está ligada a España”. «Ni siquiera beneficia a Hamás». Así lo afirmó el presidente del Gobierno español, Pedro Sánchez, en declaraciones recogidas por medios españoles tras anunciar el esperado reconocimiento del Estado palestino.

El Papa: “Vivimos en una guerra mundial, rezamos por la paz”

“Oremos por la paz, necesitamos la paz, el mundo está en guerra. No olvidemos a la sufrida Ucrania que tanto está sufriendo. No olvidemos a Palestina e Israel, no olvidemos a Myanmar y dejemos que esta guerra se detenga. No olvidemos a los muchos países en guerra”. Así lo dijo el Papa al final de la audiencia general, invitándonos a “orar por la paz en este tiempo de guerra global”.

© ANSA

Sánchez: “De las palabras a los hechos, el reconocimiento del Estado palestino por la paz y la justicia”

«Es hora de pasar de las palabras a los hechos». Esto es lo que dijo el presidente del Gobierno español, Pedro Sánchez, cuando anunció que el reconocimiento del Estado palestino procedería de España el próximo martes. Añadió en declaraciones reproducidas por medios españoles: “Reconoceremos el Estado de Palestina por el bien de la paz, la cohesión y la justicia”.

Irlanda anuncia el reconocimiento del Estado palestino

Irlanda anuncia oficialmente el reconocimiento del Estado palestino. Así lo anunció el primer ministro irlandés, Simon Harris, en una rueda de prensa. Harris dijo: “Hoy, Irlanda, Noruega y España anuncian que reconocemos el Estado de Palestina”, elogiando “un día histórico e importante para Irlanda y Palestina”.

Sánchez: España reconocerá el Estado de Palestina el 28 de mayo

«España reconocerá el Estado de Palestina el 28 de mayo». Así lo anunció hoy el presidente del Gobierno, Pedro Sánchez, ante el Congreso. En la vista, Sánchez fue citado para aportar información sobre la situación en Gaza, así como aclaraciones sobre las actividades de su esposa, Begoña Gómez, después de que se abriera una investigación previa por la Sección 41 de Instrucción de la Audiencia de Madrid, sobre la base de denuncia presentada por el sindicato autodenominado Manos Limpias.

Sky News: “Hoy Irlanda, Noruega y España anuncian el reconocimiento del Estado de Palestina”.

Las familias de los rehenes anuncian un vídeo que muestra a 5 mujeres soldado secuestradas por Hamás

Las familias de cinco observadores militares israelíes que fueron secuestrados el 7 de octubre en el Kibbutz Nahal Oz decidieron publicar un vídeo que muestra su secuestro. El anuncio fue realizado en foros de familias rehenes, añadiendo que el vídeo, de más de tres minutos de duración, se publicará a las 18.00 horas (17.00 horas en Italia) y que las imágenes fueron obtenidas de las «cámaras corporales» de los milicianos de Hamás detenidos. El foro explicó: «El gobierno israelí no debe perder más tiempo: debe regresar hoy a la mesa de negociaciones». El número de observadores militares secuestrados por Hamás el 7 de octubre llegó a 7 puntos de observación, incluidos 5 que han estado detenidos en Gaza durante 229 días. De los otros dos, las FDI liberaron a Uri Magidish después de 23 días; La otra, Noa Marciano, fue asesinada por Hamás y su cuerpo fue recuperado por el ejército y devuelto a Israel.

Israel retira a sus embajadores en Noruega e Irlanda

El ministro de Asuntos Exteriores, Israel Katz, ordenó el «inmediato regreso a Israel» de los embajadores en Irlanda y Noruega «para consultas, a la luz de la decisión de estos países de anunciar el reconocimiento del Estado palestino». Katz denunció que «Irlanda y Noruega pretenden enviar hoy un mensaje a los palestinos y al mundo entero: el terrorismo da sus frutos». “Israel – afirmó Katz – no tolerará a quienes quieran socavar su soberanía y poner en peligro su seguridad”. La ministra advirtió entonces que “si España concreta su intención de reconocer al Estado palestino, se dará un paso similar contra él”. «Esta muestra de estupidez irlandesa-noruega no nos desanima, estamos decididos a lograr nuestros objetivos: restaurar la seguridad de nuestros ciudadanos mediante la destitución de Hamás y el regreso de los secuestrados. No hay objetivos más justos que estos», afirmó. concluyó.

Líder de Hamás: Irán seguirá apoyando a Palestina

El jefe del buró político de Hamás, Ismail Haniyeh, dijo en su discurso: “Estamos seguros de que Irán seguirá apoyando al pueblo palestino con sus políticas, estrategias y valores hasta que se levante la bandera de la victoria sobre la mezquita de Al-Aqsa. .” En la fiesta de despedida de Ibrahim Raisi.

«Noruega reconocerá el Estado palestino a partir del 28 de mayo»

Noruega reconocerá el Estado palestino a partir del 28 de mayo: así lo afirmó el primer ministro del país, Jonas Gahr Sture.

Irán, decenas de miles de personas asisten a un gran funeral en Teherán

Una gran multitud se reunió en la Universidad de la Capital y sus alrededores, donde el líder supremo de la República Islámica, el ayatolá Ali Jamenei, encabezará las oraciones durante la ceremonia de despedida del presidente, fallecido a los 63 años, junto a otras siete personas en un helicóptero. . Choques. las fotos

El funeral de Raisi.

©IPA/Fotograma

Medios de comunicación: “El segundo hombre de Hezbollah también está en Teherán”

El segundo al mando de Hezbolá, Naeem Qassem, también participó en el último adiós de Teherán al presidente iraní, Ebrahim Raisi, fallecido el domingo en el accidente de helicóptero en el que viajaba junto al ministro de Asuntos Exteriores, Hossein Amir Abdollahian, y otras personas. Así lo informó el canal libanés Al-Mayadeen.

El líder de Hamás, Haniyeh, está en Teherán para asistir al funeral de Raisi

Ismail Haniyeh, jefe del buró político de Hamás, llegó a Teherán, donde participará en la ceremonia de despedida del presidente iraní, Ebrahim Raisi, fallecido el domingo al estrellarse el helicóptero en el que viajaba en una zona remota del norte del país. . El oeste del país está cerca de la frontera con Azerbaiyán. La agencia Mehr informó de ello y publicó un vídeo que muestra a Haniyeh recibiendo al comandante en jefe del ejército iraní, Abdul Rahim Mousavi, mientras participaba en la ceremonia. Decenas de miles de iraníes se reunieron en la capital para asistir al funeral, donde el líder supremo Ali Jamenei dirigirá las oraciones.

CNN: “Egipto modificó el acuerdo de tregua, que Hamás aceptó posteriormente”.

Egipto modificó “entre bastidores” los términos del acuerdo de alto el fuego y liberación de rehenes que estaban en discusión entre ambas partes el pasado 6 de mayo, que Hamás aceptó e Israel rechazó. Así lo informó CNN, citando a tres fuentes familiarizadas con los hechos. Uno de ellos dijo: “Todos fuimos engañados”, señalando que la redacción del acuerdo firmado por Hamás difería del borrador que Estados Unidos y Qatar creían que había sido enviado al movimiento islámico en Gaza. CNN luego afirmó que los cambios fueron realizados por el director de inteligencia egipcio, Ahmed Abdel Khaleq.

Fuerzas israelíes: “El representante de Hamás que participó en el ataque del 7 de octubre murió en una redada”.

Las fuerzas israelíes anunciaron el asesinato de un combatiente de Hamás acusado de participar en el atentado ocurrido el 7 de octubre del año pasado en Israel, en un ataque aéreo sobre la Franja de Gaza. Según medios israelíes, su nombre es Ahmed Yasser Al-Qaraa, a quien se describe como un miembro “destacado” del movimiento Hamás, y también se le acusa de intentar llevar a cabo ataques contra las fuerzas israelíes en Gaza en el contexto de las operaciones militares. lanzado por el movimiento contra el movimiento en respuesta al ataque de Sabaa. Hace meses. Según los informes, Al-Qarqa fue asesinado junto con Suhaib Raed Abu Ruba de Hamas y Anas Muhammad Abu Rujaila de la Jihad Islámica Palestina.

Netanyahu a CNN: Las acusaciones del Partido Comunista iraní son más que un simple escándalo

Acusaciones “más que escandalosas”: el Primer Ministro israelí, Benjamín Netanyahu, repitió en CNN su comentario sobre la solicitud de arresto por crímenes de guerra presentada por el Fiscal de la Corte Penal Internacional, describiendo a este último como “un fiscal deshonesto que cuestionó tanto la seriedad y «Y peligroso». Falsas acusaciones.

CNN: “Las recientes conversaciones fracasaron debido a la injusticia de Egipto”.

El último intento de alcanzar un acuerdo de paz en Oriente Medio fracasó debido al error de los mediadores egipcios que cambiaron los términos del acuerdo sin notificar a los demás participantes en las conversaciones en curso en El Cairo. Así lo reveló CNN, en referencia a los intentos de llegar a un acuerdo tranquilo en Gaza, citando tres fuentes.

Medios de comunicación: Hasta el 35% de los combatientes de Hamás murieron en Gaza

Según fuentes de inteligencia estadounidenses, entre el 30% y el 35%, o un tercio, de los milicianos de Hamás murieron en la guerra de Gaza. El periódico estadounidense Politico informó en su sitio web, citando a medios israelíes, que el 65% de los túneles de la facción islámica siguen intactos.

Naciones Unidas suspende el reparto de ayuda en Rafah y no hay seguridad

Las Naciones Unidas decidieron suspender la distribución de ayuda a Gaza debido a la inseguridad e incluso el acceso a través del muelle flotante construido por Estados Unidos estuvo bloqueado durante dos días. Según The Guardian, el plan de utilizar este corredor para la ayuda por mar también está en riesgo debido a la falta de garantías por parte de Israel para las agencias humanitarias.

Dejar un comentario

Tu dirección de correo electrónico no será publicada. Los campos obligatorios están marcados con *

Scroll to Top